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10 febbraio 2020

Le capsule per l’espresso sono il prodotto più venduto nel 2019 dall’online della Gdo in Italia

Nel 2019 la Gdo ha sfiorato i 600 milioni di vendite online (+38%). A dicembre sono state pari a 74,7 milioni, il nuovo record di sempre. Un risultato che è stato però favorito dalla vendite del Black Friday 

Gdo: il presente e il futuro è digitale
La distribuzione moderna ha chiuso brillantemente il 2019 ma solo per quel che riguarda le vendite sul canale online. Mentre gli acquisti nei negozi fisici restavano fiacchi, sul Web hanno messo a segno un balzo del 37,8% a quota 596 milioni. Un importante contributo a questo risultato è arrivato dal mese di dicembre che ha fatto segnare il nuovo record di sempre con 74,7 milioni. Grazie a un balzo del 40,5% rispetto allo stesso periodo del 2018.
 
Spiega Mattia Cugini, product marketing associate director di Iri, la società che effettua la rilevazione per OsservaItalia “Con il +40% del mese di dicembre il canale online chiude il 2019 ad un passo dai 600 milioni di euro, segnando un +38% rispetto al 2018 e mostrando un fatturato quasi raddoppiato rispetto al 2017. Il peso dell’online rispetto al fisico ha così raggiunto l’1% in termini di fatturato. Con importanti differenze se estendiamo l’analisi a livello di singole categorie merceologiche del mondo Lcc. Si parte infatti dallo 0,7% di latte e biscotti, per salire al 3% di caffè macinato e liquori, al 7% per pannolini e integratori. Fino a picchi sopra il 20% per il pet care”.

L’evoluzione della Gdo è su internet
Analizzando infine le modalità di consegna degli ordini online emerge un dato abbastanza inatteso sul click & collect, servizio che nel corso del 2018 era cresciuto in maniera importante, raggiungendo quasi il 10% del totale giro d’affari. “Nel 2019 questo numero è rimasto sostanzialmente invariato. Segno che tale forma di delivery può sì rappresentare per i retailer fisici una prima porta d’accesso, meno complessa e onerosa dal punto di vista organizzativo, al servizio e-commerce. Ma è altresì vero che il consumatore, in presenza di entrambe le modalità, difficilmente rinuncerà alla comodità dell’home delivery. Anche a fronte di possibili costi di consegna”, conclude l’esperto di Iri.

Fonte: comunicaffè